Il Problema

Tutti assieme contro il fast fashion

Il fenomeno del fast fashion ha trasformato radicalmente l’industria dell’abbigliamento, ma il suo modello di business basato sulla produzione rapida e a basso costo comporta devastanti costi ambientali e sociali, supportati da dati allarmanti:

  • Consumo idrico e inquinamento: L’industria della moda è responsabile di circa il 20% dello spreco globale di acqua. Per produrre una sola maglietta di cotone servono circa 2.700 litri d’acqua, la quantità che una persona media beve in due anni e mezzo. Inoltre, i processi di tintura dei tessuti sono la seconda causa di inquinamento idrico mondiale.
  • Emissioni di carbonio: Il settore genera tra l’8% e il 10% delle emissioni globali di gas serra, più di tutti i voli internazionali e del trasporto marittimo messi insieme.
  • Rifiuti tessili: Ogni secondo, l’equivalente di un camion pieno di vestiti finisce in discarica o viene incenerito. Meno dell’1% dei vecchi abiti viene riciclato in nuovi indumenti, alimentando enormi discariche a cielo aperto nei paesi in via di sviluppo.
  • Microplastiche: Il lavaggio di tessuti sintetici (come il poliestere, usato nel 60% dei capi fast fashion) rilascia ogni anno mezzo milione di tonnellate di microplastiche negli oceani, l’equivalente di 50 miliardi di bottiglie di plastica.

A questo si aggiunge lo sfruttamento della manodopera, spesso sottopagata e costretta a lavorare in condizioni di scarsa sicurezza per mantenere i prezzi di vendita artificialmente bassi.